Dpcm anti covid: i parrucchieri non chiudono. Confermato il coprifuoco dalle 22

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

Dopo vari tentennamenti, il governo sembra aver deciso: non chiuderanno i negozi di parrucchiere e i centri estetici. Per le palestre, invece, la discussione resta aperta. Sullo sport, viene spiegato, arriverà una nuova stretta ma è ancora aperto un ventaglio di ipotesi che verranno soppesate nelle prossime ore. «Se guardo i numeri degli altri Paesi le nuove misure sono necessarie per evitare di arrivare a quei livelli». Lo ha detto – a quanto si apprende – il ministro per la Salute, Roberto Speranza durante il vertice governo-Regioni in vista della nuova stretta per arginare l’aumento dei contagi da Coronavirus in Italia.

E’ previsto tra domani, 18 ottobre, e lunedì 19, il varo del nuovo dpcm anti-Covid, al centro di un lungo vertice notturno a Palazzo Chigi. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di un coprifuoco dalle 22, ma senza arrivare a un lockdown. Da stasera in Lombardia pub e ristoranti chiudono alle 24. In Campania consentite da oggi le lezioni in presenza per gli asili. Ieri in Italia oltre 10mila nuovi contagi su 150mila tamponi e 55 morti, in calo rispetto agli 83 del giorno prima.

Ancora Speranza: «L’idea di base è l’irrigidimento delle misure con una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi. Interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull’essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola. Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro. Sulla movida potremmo fare uno sforzo in più, valutiamo se è il caso di una una stretta sugli orari serali per evitare assembramenti. Lavoriamo insieme sui trasporti. Serve una mossa netta sullo smart working, direi di arrivare anche al 70-75%. Orari scaglionati per le scuole e favorire il più possibile la didattica a distanza per le scuole superiori". E’ quanto chiesto dalle Regioni al governo durante il vertice di oggi. Alcune Regioni, come l’Umbria, hanno annunciato per le scuole superiori l’idea di introdurre la didattica a distanza per un periodo limitato, allo scopo di consentire in 15 giorni di capire e studiare l’evoluzione della pandemia».

«Sulle piscine e le palestre si valuti di tutelare almeno le squadre, che possono rispettare i nuovi protocolli». E’ quanto ha spiegato – a quanto si apprende – il presidente della Confernza delle Regioni e governatore del’lEmilia Romagna, Stefano Bonaccini durante il vertice con il governo in merito all’ipotesi di una eventuale stretta su palestre, piscine e attività sportive nel prossimo Dpcm.

Ernesto Giusti

Leggi anche:   Movida: divieto di stazionamento in due aree di massimo rispetto. Le misure in altre città