Chat magistrati su Salvini: Meloni attacca, Bonafede valuterà profili disciplinari

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«Dobbiamo ricordare che c’è un’indagine che ha portato alla luce intercettazioni che sono state inviate al ministero della Giustizia per valutare i profili disciplinari. Non mi posso esprimere, l’ispettorato sta facendo le sue valutazioni all’esito delle quali saranno prese decisioni». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ospite di Porta a Porta rispondendo a una domanda sulle chat tra magistrati in cui si parla del leader della Lega Matteo Salvini, all’epoca ministro dell’Interno.

La risposta del ministro si riferisce a quanto emerso dalla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche di chat fra magistrati per il caso Palamara.

MELONI – La leader di FdI Giorgia Meloni attacca: «Quello che abbiamo letto oggi sul quotidiano ‘La Verita”, che ha pubblicato delle chat di alcuni giudici e pm, e’ un insulto allo Stato e alla stragrande maggioranza dei magistrati che ogni giorno servono fedelmente la Nazione, rispettano la separazione dei poteri e dedicano la loro vita a difendere la legalita’ e la giustizia. Inaccettabile che dei magistrati dicano che l’allora Ministro dell’Interno Salvini debba essere attaccato penalmente, per calcolo politico, anche se agiva correttamente. In uno Stato normale questi personaggi sarebbero gia’ stati cacciati dalla magistratura. Mi aspetto un immediato intervento del CSM e del Presidente della Repubblica. Il premier Conte, nei suoi infiniti monologhi e discorsi, ha parlato anche di riforma della giustizia. Su questo siamo d’accordo: la prima riforma della giustizia da fare e’ liberare la magistratura dal cancro delle correnti, dal mercanteggiamento di poltrone e incarichi e dai giochi di potere della politica. Mettiamoci subito al lavoro».

Perfino il vicesegretario del Pd, il partito da sempre difensore degli interessi dei magistrati, interviene invocando riforme: «Non erano i magistrati che indagavano su Salvini e siamo di fronte a chat dove si valutano questioni politiche. Ma non emerge uno spaccato bello e serve una seria riflessione su come riformare il Csm, credo ci siano dei meccanismi emersi che credo vadano affrontati». Così l’ex ministro della giustizia Andrea Orlando a Radio Anch’io su Radio Rai1 in merito alle intercettazioni da cui sarebbero emersi messaggi tra alcuni magistrati contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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