Sistema termale in Toscana dopo il lockdown pronto per ripartire

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AGIPRESS – “Il sistema toscano termale è pronto a ripartire e deve poter ripartire. Gli stabilimenti termali, il settore del benessere, la loro integrazione con le strutture ricettive, al pari degli stabilimenti balneari, sono elementi strategici e fondamentali per l’economia del turismo e l’occupazione nella nostra regione”. E’ quanto afferma Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, che sottolinea come il settore occupi “migliaia di posti di lavoro che con il protrarsi del lockdown sono sempre più a rischio. Le conseguenze della prolungata, e inspiegabile, non ripartenza dei centri termali ha ripercussioni dirette anche sull’indotto e sulla stessa forza turistica e capacità di attrazione della Toscana”. Sono dodici i territori termali toscani: Monsummano Terme, Montecatini Terme, Bagni di Lucca, San Giuliano Terme, Sorano, Manciano, San Casciano dei Bagni, Chianciano Terme, San Quirico d’Orcia, Montepulciano, Rapolano Terme, Castiglione d’Orcia. “In molte realtà le terme rappresentano – continua Scaramelli – una fonte di lavoro e di reddito indispensabile per molte famiglie. Serve ripartire, serve ipotizzare protocolli di intesa chiari e semplici, basati sulla sicurezza e che rendano appetibile l’attrattiva del settore termale. In questi anni in Toscana, per primi in Italia, abbiamo aggiornato i nostri sistemi normativi e legislativi. Lo abbiamo fatto contemplando rigore, sicurezza e salute. Qualificando per esempio tutto il settore delle piscine e delle acque termali. Su questo la Toscana può essere autonoma. La Giunta regionale – continua – e il nostro Governatore abbiano il coraggio di assumersi responsabilità. In questa fase è possibile alleggerire le prescrizioni dei Dpcm. Si intervenga quanto prima e da lunedì 25 maggio si possa ripartire con le terme, insieme alle attività sportive e ricreative. Sbloccare questo settore consentirebbe di iniziare a programmare date certe e proposte commerciali attrattive e sarebbe anche garanzia per i tanti lavoratori che rischiano il posto di lavoro. A partire da quanti svolgono attività lavorative stagionali” – conclude.

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